Takahashia japonica: che cos'è e cosa fare

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Si tratta di una cocciniglia di origine asiatica di recente introduzione nel nostro paese; è altamente polifaga e si riscontra per lo più su alberi ornamentali.

Data di pubblicazione:

28 Aprile 2026

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Anche nel Comune di Lainate, come in altri in Lombardia, è stata registrata la presenza di esemplari di Takahashia japonica.
Ad oggi, il controllo di questo insetto risulta complesso per diversi motivi:
– incompleta conoscenza della biologia;
– mancanza di insetticidi specifici;
– restrizioni all’uso dei prodotti fitosanitari in ambito urbano.

Si tratta di una cocciniglia di origine asiatica di recente introduzione nel nostro paese; è altamente polifaga e si riscontra per lo più su alberi ornamentali.

Come riconoscerla

Takahashia japonica è facilmente riconoscibile grazie ai caratteristici ovisacchi bianchi, cotonosi e a forma di anello che possono raggiungere i 7 cm di lunghezza. Questi ovisacchi sono composti da sostanze cerose, contengono migliaia di uova di colore aranciato e sono generalmente attaccati, a diverse altezze, ai rami delle piante ospiti o in prossimità dei tagli di potatura.

Dalle prime osservazioni condotte in Lombardia, l’insetto compie una sola generazione all’anno. In primavera, in funzione delle temperature ambientali, le femmine producono i caratteristici ovisacchi, fenomeno osservabile a partire dalla seconda metà di aprile fino all’inizio di maggio. A fine maggio-inizio giugno le neanidi escono dalle uova e migrano dai rami verso le foglie, insediandosi sulle pagine inferiori e alimentandosi della linfa; in autunno, prima della caduta delle foglie, le ninfe si spostano sui rami per svernare.

Ospiti e danni

Takahashia japonica, di recente introduzione nel nostro paese, è altamente polifaga e si riscontra per lo più su alberi ornamentali. In Lombardia le piante colpite sono principalmente alberi decidui ornamentali tra cui aceri (in particolare Acer pseudoplatanus), albizia (Albizia julibrissin), albero di giuda (Cercis siliquastrum), carpino bianco (Carpinus betulus), gelso nero e bianco (Morus nigra e M. alba), bagolaro (Celtis australis), liquidambar (Liquidambar styraciflua) e olmi (Ulmus sp.).

 

Possiamo confermare che sulla base delle informazioni in possesso del Servizio Fitosanitario,  l’insetto non ha determinato allo stato attuale particolari danni alle piante colpite.
Tuttavia, possono verificarsi disseccamenti rameali su specie vegetali deperenti o particolarmente sensibili all’attacco dell’insetto, specialmente in presenza di popolazioni elevate.

 

È comunque bene precisare che questo insetto non risulta dannoso né per l’uomo né per gli animali.

 

Consigliamo di consultare QUI la pagina del Servizio Fitosanitario Regionale dedicata a questo particolare insetto.

 

In allegato il documento Nota per la gestione delle infestazioni della cocciniglia Takahashia japonica, scaricabile anche dalla pagina del Servizio Fitosanitario Regionale sopraindicata.

 

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A cura di

Ultimo aggiornamento: 28/04/2026, 10:47

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